Sì. Se il dipendente percepisce l'indennità INPS mentre simula la malattia, commette truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma 2, n.1 c.p.) con pena da 1 a 5 anni di reclusione. Per i dipendenti pubblici la fattispecie è ancora più grave: si aggiungono falsa attestazione in atto pubblico (art. 479 c.p.) e l'art. 55-quater del D.Lgs. 165/2001 che prevede la destituzione obbligatoria. Il datore può agire sia sul piano disciplinare (licenziamento) che su quello penale (denuncia).
Molti datori di lavoro gestiscono i casi di falsa malattia esclusivamente sul piano disciplinare — contestazione, licenziamento, eventuale causa di lavoro — senza considerare le implicazioni penali. È una scelta legittima, ma conoscere il quadro completo aiuta a capire la gravità effettiva del comportamento e le leve disponibili.
LA FALSA MALATTIA: QUANDO DIVENTA UN REATO
La valutazione penale dipende da chi subisce il danno economico. Esistono tre scenari distinti:
- Dipendente privato con indennità INPS — percepisce l'indennità di malattia (tipicamente il 50-66% della retribuzione) senza averne diritto. Il soggetto danneggiato è l'INPS (ente pubblico): truffa aggravata ex art. 640, comma 2, c.p.
- Dipendente privato senza indennità INPS — il datore paga la retribuzione durante la malattia ma il lavoratore non è malato. Il danno è del datore privato: tecnicamente truffa semplice (art. 640 c.p.), perseguibile solo a querela del datore
- Dipendente pubblico — oltre alla truffa, si configura falsa attestazione in atto pubblico (art. 479 c.p.) se il dipendente o il medico attesta falsamente lo stato di malattia in documenti ufficiali. Il D.L. Brunetta (convertito con L. 15/2009) e l'art. 55-quater D.Lgs. 165/2001 prevedono la destituzione obbligatoria
TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELL'INPS: PENA E PRESCRIZIONE
L'art. 640, comma 2, n.1 del Codice Penale — truffa aggravata ai danni dello Stato o di altri enti pubblici — è il reato più frequentemente contestato nei casi di falsa malattia con indennità INPS. La pena prevista è:
- Reclusione da 1 a 5 anni
- Multa da 309 a 1.549 euro
- Procedibilità d'ufficio (la Procura può procedere autonomamente, senza querela)
La prescrizione del reato — il termine entro cui il reato si estingue se non si avvia il processo — è di 12 anni per la truffa aggravata, salvo interruzioni. Questo significa che indennità percepite anche molti anni prima possono ancora essere oggetto di procedimento penale.
Caso pratico documentato: la Cass. Pen. Sez. II, n. 5650/2022 ha confermato la condanna di un dipendente che, durante un periodo di malattia certificata per lombalgia, era stato documentato da investigatori privati nell'esercizio di attività di giardinaggio e trasporto carichi. Le prove del PI erano state ritenute pienamente ammissibili nel procedimento penale.
IL DIPENDENTE PUBBLICO: CONSEGUENZE AGGRAVATE
Per il dipendente pubblico, la falsa malattia ha un regime normativo specifico e più severo, introdotto progressivamente a partire dalla cosiddetta "riforma Brunetta" del 2009:
- Art. 55-quater, D.Lgs. 165/2001: prevede il licenziamento disciplinare obbligatorio (senza possibilità di sanzioni minori) per la falsa attestazione della presenza in servizio o per l'assenza ingiustificata reiterata
- Art. 479 c.p. — Falsa attestazione in atto pubblico: se il medico certifica il falso, o se il dipendente falsifica la documentazione, si configura questo reato con pena fino a 3 anni
- Recupero delle somme: l'amministrazione può richiedere la restituzione di tutto il trattamento economico percepito durante il periodo di assenza fraudolenta
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LA DOPPIA ESPOSIZIONE: LAVORARE IN NERO DURANTE LA MALATTIA
Il caso più comune e più grave è il dipendente che, durante il periodo di malattia, svolge attività lavorativa per un altro datore — spesso in nero. Questo comportamento genera una doppia esposizione:
- Verso il datore principale: violazione grave degli obblighi contrattuali, giusta causa di licenziamento, possibile richiesta di danni
- Verso l'INPS: truffa aggravata per indebita percezione dell'indennità di malattia
Documentare questa attività con un investigatore privato — fotografie o video del soggetto che svolge lavoro retribuito durante la malattia — è la prova più diretta e difficilmente confutabile sia in sede disciplinare che penale.
COSA FARE SE HAI SCOPERTO UN DIPENDENTE CON FALSA MALATTIA
Il percorso consigliato, in ordine:
- Non confrontare immediatamente il dipendente — evita di avvisarlo: si mette in guardia e diventa più difficile documentare ulteriori episodi
- Incarica un PI per raccogliere documentazione formale delle attività incompatibili
- Consulta il consulente del lavoro o l'avvocato per impostare correttamente la procedura disciplinare
- Invia la contestazione disciplinare seguendo l'art. 7 L. 300/1970
- Valuta la denuncia penale se il danno economico è rilevante o se il comportamento è sistematico
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Leggi anche: Assenteismo sul lavoro: come documentarlo · Licenziamento per falsa malattia: la procedura · Indagini per aziende
La falsa malattia è un reato penale in Italia?
Sì, quando il dipendente percepisce l'indennità di malattia dall'INPS pur non essendo malato configura truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma 2, n.1 c.p.), con pena da 1 a 5 anni di reclusione. Se è un dipendente pubblico, si aggiungono la falsa attestazione in atto pubblico (art. 479 c.p.) e, nei casi più gravi, peculato (art. 314 c.p.).
Che pena rischia un dipendente che simula una malattia?
Per la truffa aggravata ai danni dell'INPS: reclusione da 1 a 5 anni. Per il dipendente pubblico che attesta falsamente la presenza in servizio: reclusione da 1 a 5 anni (art. 55-quater D.Lgs. 165/2001, introdotto dal D.L. Brunetta). Il lavoratore privato che non percepisce indennità INPS rischia conseguenze prevalentemente sul piano disciplinare (licenziamento) e civile (restituzione dei compensi).
Cosa succede se un dipendente viene documentato mentre lavora in nero durante la malattia?
È uno dei casi più gravi: integra contemporaneamente l'abuso della malattia (con conseguenze disciplinari), la truffa ai danni dell'INPS se stava percependo l'indennità, l'evasione contributiva del datore che lo impiega in nero, e possibili violazioni del contratto collettivo. La documentazione fotografica o video di questa attività ha un peso determinante in sede penale e disciplinare.
L'INPS può fare accertamenti autonomi e denunciare il dipendente?
Sì. L'INPS ha poteri di accertamento autonomi e, quando rileva indici di frode (irreperibilità ripetuta alla visita fiscale, segnalazioni del datore, banche dati incrociate), può presentare autonomamente denuncia-querela per truffa aggravata. L'INPS dispone anche di una struttura investigativa interna per i casi più rilevanti.
Il datore di lavoro deve denunciare penalmente il dipendente con falsa malattia?
Non è obbligatorio per il datore privato. Può scegliere di limitarsi al licenziamento disciplinare, oppure presentare denuncia alla Procura della Repubblica per tutelare il danno aziendale. Conviene farlo se l'importo del danno è rilevante, se si vuole recuperare le somme pagate durante la falsa malattia, o se si vuole rafforzare la posizione in un eventuale contenzioso lavorativo.
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